Nella vetrata che si trova nella Cappella dei Santi Monaci a Montecassino, all’interno dell'edificio sacro chiamato “Torretta” (prima abitazione di San Benedetto), si commemora l'attività della Brigata Ebraica, una formazione militare composta da volontari dalla Palestina del Mandato britannico, nonostante essa non partecipò direttamente alla battaglia di Montecassino. Almeno 10.000 soldati ebrei combatterono nell'esercito del generale Anders, nel Corpo Polacco schierato al fianco degli Alleati, alcuni dei quali, insieme ai soldati americani e inglesi, parteciparono all’assedio del famoso monastero. Le insegne della Brigata Ebraica simboleggiano dunque l’impegno di tutti gli ebrei in armi nella lotta per la Liberazione d’Italia, questo perché essi furono gli unici soldati ebrei a combattere con la stella di Davide cucita sulle proprie divise. L’inaugurazione dell’opera avvenne alla presenza del rabbino capo di Roma Elio Toaff, l'8 ottobre 2001; altre vetrate analoghe furono installate nella cappella di S. Martino. Ad oggi, nel cimitero polacco di Montecassino restano sepolti numerosi soldati ebrei polacchi caduti nel corso dei combattimenti.

Le storie ritrovate delle partigiane ebree che fecero la Resistenza
Un libro che esce in questi giorni negli Stati Uniti, The Light of Days: the Untold Story of Women Resistance Fighters in Hitler’s Ghettos (La luce dei giorni: la storia mai raccontata delle donne combattenti nei ghetti di Hitler), fa affiorare uno dei risvolti più eroici della Resistenza ebraica.
