La vicenda dei profughi ebrei in fuga attraverso le Alpi e l’aiuto dei volontari “palestinesi” (1945-1947)

Gli uomini delle compagnie ebraiche del Rasc, al fianco della Brigata Ebraica nel corso della Campagna d'Italia, furono particolarmente attivi nell’aiutare i profughi ebrei in fuga dai campi di sterminio, desiderosi di raggiungere la Palestina mandataria nel dopoguerra.

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I volontari ebrei del Royal Army Service Corps (Rasc), deputati alla logistica militare, si impegnarono al fianco della Brigata Ebraica nella Campagna d'Italia. Al termine della guerra, essi prestarono soccorso ai profughi in fuga dai campi di sterminio, desiderosi di raggiungere la Palestina mandataria. 

Questi soldati ebrei organizzarono vere e proprie staffette sfruttando i veicoli dell'esercito britannico. Grazie a queste staffette centinaia di profughi ebrei provenienti dall'Austria poterono raggiungere il centro rifugiati di via Unione 5, a Milano, e svariati altri centri di accoglienza distribuiti in tutta Italia. Nella foto qui sopra viene riprodotto uno dei tragitti montani effettuati dai profughi ebrei provenienti dall'Europa Centrale. Si tratta del passo Krimmler, uno snodo impervio situato a circa 2600 metri di altitudine nella zona delle Alpi orientali, presso il confine italo-austriaco. I profughi attraversavano il confine di notte per evitare i controlli delle guardie di frontiera. La Brigata Ebraica sostò invece per circa due mesi (dal maggio al luglio 1945) presso la località di Campo Rosso, nella zona del passo del Tarvisio. La foto in basso ritrae il frontespizio di uno dei diari del reduce della Brigata Ebraica Aaron Israeli, deceduto nel 2019, anche lui di passaggio presso Campo Rosso nell'estate del '45. I diari di Aron rappresentano una fonte storica preziosa per ricostruire i particolari di questa vicenda. Alcuni diari ed altri effetti personali del volontario Israeli si trovano esposti presso la nostra mostra.

Diario di Aaron Israeli

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